Da meno di ventiquattro ore dirigo un decoder digitale per ricezione via satellite. Sono già imbolsito, con lo sguardo spento e medito in continuazione di darmi malato dal lavoro.
Poi, se la fidanzata ne avrà voglia, seguiranno prove fotografiche, e non sarà un bello spettacolo.
...e manca una settimana all'inizio dei mondiali, poi sarà la fine.
Benvenuti ad un'altra puntata delle avventure del giovane commesso in un negozio di ottica, perchè se all'incredibile c'è un limite chi sta a contatto con il pubblico questo limite lo supere ogni giorno.
Breve premessa. In negozio siamo in sette e più o meno tutti, con qualche eccezione per le attività più qualificate, facciamo tutto. Capita quindi di consegnare un occhiale ad un cliente che non si era mai visto perchè servito nella scelta da "commessina figa A" nella misurazione optometrica da "Ottico Obeso B" e nel montaggio da "Splendido Biondo C". In conseguenza di questo ogni busta è riposta in un particolare luogo in virtù del suo stato di lavorazione. C'è il posto dove ci sono le lenti da ordinare e quello per le ordinate, idem per i pezzi di ricambio, per gli occhiali in attesa di lavorazione, per quelli già finiti ma con il cliente da avvertire del fatto ed infine il luogo finale, occhiale pronto alla consegna con futuro proprietario avvertito e contento. Con questo sistema sappiamo sempre dove cercare un occhiale ma al cliente che si presenta da noi vengono necessariamente poste alcune semplici domande tipo: "Qual è il suo nome?" o "le abbiamo telefonato?".
Sono domande Troppo difficili.
Inve: Buongiorno.
Signor Poggiocamini: Buongiorno a lei dovrei ritirare degli occhiali
I: Certo, qual'è il suo nome?
SP: Mario
I: Mario... (nel ripetere il nome si insinua una nota di attesa del completamento)
SP:...
I: Mario come?
SP: Mario e basta
I: ... ... ... e il cognome?
SP: ah! si! Poggiocamini. I: Vaffanculo. (al solito l'ultima frase è solo pensata)
Inve: Buongiorno
Signora Mignassi (forse): Buongiorno a lei, dovrei ritirare degli occhiali.
I: Certamente, qual'è il suo nome?
SM (f): Mignassi Anna
Inve spulcia fra le buste e non trova quella giusta
I: Le abbiamo telefonato signora?
SM (f): Certo, un paio d'ore fa.
I: Allora la busta è qui di sicuro aspetti che sento La Commessa Svedese D se ha ancora la busta di la per sicurezza.
Inve telefona e LCSD conferma che ha sistemato tutte le buste nel cassetto.
I: Deve essere qui, non ha mica lasciato un altro cognome?
SM (f): No no! che altro cognome?
Inve rifruga tutto da capo, per sicurezza guarda anche in tutti gli altri posti non si sa mai che sia finita nel posto sbagliato, la busta non si trova.
I: Ma è sicura signora del cognome che ha lasciato?
SM (f): Certo che sono sicura, vuole che non sappia il mio cognome?
I: No no, certo, ma magari ha usato quello da sposata.
SM (f): No, non lo uso mai controlli meglio.
Inve è ormai certo del risultato ma per scena controlla ancora, nulla.
I: Non c'è signora mi puo dire gentilmente il cognome da sposata?
SM (f): Cerangioli!
I: Eccolo qua, Cerangioli Anna (Fottiti!)
Questa scena si ripete quotidianamente con tutte le varianti possibili da chi abbozza subito e dice il secondo cognome a chi si incazza anche più pesantemente della signora Cerangioli Mignassi Vien dal Mare, ma la più bella è stata quella che non mi voleva dare il cognome suo originale per la fattura. Il computer controlla il codice fiscale che deve corrispondere ovviamente a nome cognome data e comune di nascita altrimenti mi dice che è errato e non fa andare, giustamente, avanti. La FT (che sta per Fottuta Cretina) nella discussione che ne è nata è arrivata a sostenere di essere sicura che al momento del matrimonio il codice fiscale viene cambiato per adeguarsi al nuovo cognome.
Inve: Buongiorno Signor Pappafichi: Buongiorno a lei dovrei ritirare degli occhiali
I: Certo, le abbiamo telefonato?
SP: Si si.
Abbreviando. Inve fruga ovunque per una decina di minuti fra gi occhiali pronti. Niente.
I: Ma è sicuro che le abbiamo telefonato?
SP: Si certo (con aria da: ma per chi mi prende?)
I: Non saprei, qui non c'è, ma quando le abbiamo telefonato?
SP: Una quindicina di giorni fa
I: ???? Erano lenti progressive? (per fare le progressive ci vuole circa una settimana a volte anche se è raro di più)
SP: No no, occhiali normali.
I: Ma quando è venuto a farli?
SP: Ieri
I: ???? E le abbiamo telefonato quindici giorni fa?
SP: Certo, per le lenti a contatto. I: Strafottiti idiota!
I: Attenda...
Fruga nel posto giusto.
I: No gli occhiali non sono ancora pronti. Probabilmente domani, la RIchiamiamo.
Inve: Buongiorno
Signora Claudici: Buongiorno a lei dovrei ritirare gli occhiali.
I: Certamente, mi può dire il suo nome?
SC: Claudici Gervasia
Inve al solito fruga e non trova nulla.
I: Le abbiamo telefonato?
SC: Non so, non ricordo.
I: Perchè se non le abbiamo telefonato gli occhiali non sono pronti.
SC: Non mi ricordo, è passato un po' di tempo.
I: Allora sono pronti sicuramente perchè al massimo una busta può rimanere in lavorazione per una quindicina di giorni non di più. Quanto tempo fa li ha fatti?
SC: Mah, un paio di mesi.
I: Dovrebbero essere qui
Inve fruga in tutti i luoghi possibili niente, poi gli viene l'illuminazione (sopo un buon quarto d'ora di cliente sbuffante) e guarda fra le "buste sole e abbandonate". Se il cliente ha lasciato un acconto per quanto piccolo noi non possiamo cestinare o riutilizzare nulla di quello che ha messo da parte per un tot d'anni la busta va conservata in attesa. Ogni tanto noi richiamiamo tutti i proprietari delle buste abbandonate, qualcuno si presenta qualcuno no, ma noi dobbiamo conservarle ugualmente fino alla fine dell'eternità.
Fra le buste sole e abbandonate appare il nome di Claudici Gervasia, solo che non erano passati un paio di mesi bensì un paio d'anni.
Inve: Buongiorno
Signora Prestanzini: Buongiorno, dovrei ritirare gli occhiali di mia figlia.
I: Certo, qual'è il nome
SP: Prestanzini Valeria
Il resto lo sapete. Fruga di la, gira di qua, non c'è traccia dell'occhià.
I: Le abbiamo telefonato?
SP: Si si.
Sapete anche questo, fruga ancora fruga meglio.
I: Non lo trovo, mi puo' ripetere il nome?
SP: Ah! Ma forse voleva quello di mia figlia, Casalotti Valentina! I: No, volevo sapere il nome della troia della tu nonna!
Inve: Buongiorno
Signora Sostanziosi: Buongiorno, dovrei ritirare gli occhiali di mia figlia.
I: Il nome?
SS: Martingala Giovansanta
Conoscete la trafila, le abbiamo telefonato, frugamenti vari, sempre uguale.
Solo che in questo caso l'occhiale non si trova, la busta non è in nessun luogo e cosa ancora migliore sul computer non c'è traccia di Martingala Giovansanta che risulta, dopo accertamento essere proprio il nome della figlia. Niente.
I: Sono desolato ma qui non c'è.
SS: Ma come? Ci avete chiamato, l'occhiale era pronto.
interviene "Padrone del Negozio E" che questa volta ha lui l'illuminazione
PdNE: Ma è sicura che sua figlia ha fatto gli occhiali qui?
SS dubbiosa: Mi ha detto così, ma ora la chiamo.
Conversazione animata fra madre e figlia.
SS: Si l'ha fatti qui.
PdNE: Guardi, noi cercheremo ancora, ma dubito che li troveremo, abbiamo guardato bene ovunque in quattro, è proprio sicura? dove le ha detto di averli fatto sua figlia?
SS: Qui all'Ottica Fontesi
PdNE: Ah ecco! Questa è L'Ottica Spinetti.
Preso atto che a Settembre comincia la quinta stagione di "The West Wing" in Italiano e che i Mondiali di Rugby non andranno in chiaro su nessuna Tv l'atto si rendeva necessario.
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